Devo essere onesta con voi: questo articolo doveva uscire una settimana fa.
Poi è arrivato agosto con la sua aria immobile, quella che sembra avere peso, e io mi sono ritrovata senza le energie per fare quasi niente figuriamoci scrivere. Ho passato giorni a muovermi al rallentatore tra una stanza e l'altra, cercando l'angolo di casa meno assolato, convinta che domani sarebbe andata meglio. Non so a voi, ma a me il caldo non toglie solo le forze fisiche: mi svuota anche la testa. Le idee restano lì, appannate, come viste attraverso il vetro di un bicchiere d'acqua ghiacciata.
E per un po' mi sono sentita in colpa per questo. Come se rallentare fosse una colpa da giustificare, come se dovessi comunque "produrre" qualcosa anche quando il corpo mi stava dicendo, con una certa insistenza, di fermarmi.
Poi mi sono ricordata di cosa significa davvero lo slow living. Non è un'estetica da fotografare lenzuola di lino, tazze di tè, luce dorata del tardo pomeriggio. È, prima di tutto, un permesso. Il permesso di ascoltare quello che il corpo e la stagione ti stanno chiedendo, invece di andare contro entrambi per principio.
Agosto non è un mese come gli altri
C'è un motivo se, in tante culture, agosto è sempre stato il mese della sosta. Non è pigrizia, è saggezza antica: quando il sole picchia così forte, la natura stessa rallenta. Le piante chiudono gli stomi nelle ore più calde per non disperdere acqua. Gli animali si nascondono all'ombra e aspettano che passi il momento peggiore della giornata. Nessuno li giudica per questo.
Noi, invece, ci ostiniamo a mantenere lo stesso ritmo di aprile, con l'aria condizionata a fare da toppa su un sistema che grida di fermarsi. E poi ci stupiamo se arriviamo a fine giornata con la sensazione di aver combattuto una battaglia contro noi stessi.
Quest'anno ho deciso di fare diversamente. O almeno di provarci.
Piccoli rituali per attraversare il caldo (non per sconfiggerlo)
Non ho ricette miracolose, ma qualche piccolo accorgimento che mi sta aiutando a riprendere fiato, letteralmente:
Accettare le ore morte. Tra le 14 e le 17 il mio cervello semplicemente non funziona come vorrei. Invece di forzarlo, ho iniziato a considerarle ore di pausa dichiarata: lettura leggera, un episodio di podcast ad occhi chiusi, o anche solo stare ferma a guardare il soffitto senza sensi di colpa.
Spostare i rituali serali più tardi. Le candele, per esempio, le ho messe da parte per un po' con il caldo la cera di cocco soffre e io preferisco aspettare l'autunno per riaccenderle come si deve. Ma i profumi d'ambiente più leggeri, tenuti lontano dal sole diretto, mi stanno tenendo compagnia nelle ore più fresche della sera, quando finalmente l'aria si muove un po'.
Bere qualcosa di caldo, controintuitivamente. Un'infusione tiepida alla menta, bevuta lentamente, rinfresca più di quanto sembri. È anche un modo per costringermi a una pausa reale, seduta, senza telefono in mano.
Ridurre le aspettative su me stessa. Questo forse è il punto più importante. Se in un giorno normale scrivo un articolo, revisiono tre foto e rispondo a tutti i messaggi, ad agosto va bene anche solo una di queste cose. O nessuna. Il progetto va avanti comunque, solo con un passo diverso.
Il caldo passa, il senso di colpa no (se non lo lasci andare)
Quello che ho capito, in questi giorni sospesi, è che la parte più difficile non è resistere al caldo è resistere all'idea che dovremmo essere sempre performanti, sempre presenti, sempre produttivi, indipendentemente da quello che sta succedendo intorno e dentro di noi. In alcuni momenti penso che, se non fossi presente costantemente sui social, questo progetto non riuscirebbe mai a decollare davvero. Eppure, anche quando mi sento profondamente in colpa per non riuscire a tenere il passo degli altri, preferisco fermarmi, rallentare, respirare.
Lo slow living, quello vero, non è solo per le giornate perfette d'autunno con la luce giusta e la tazza fumante in mano. È anche forse soprattutto per i giorni in cui l'unica cosa sensata da fare è arrendersi al ritmo che la stagione ci impone, e fidarsi che tornare a fiorire fa parte del ciclo.
Quindi se anche tu, in queste settimane, ti senti più lenta, più stanca, meno ispirata: non è un fallimento. È semplicemente agosto. E passerà, come passa sempre.
I primi segnali che la natura lascia...proprio sotto casa mia.Una piccola buona notizia, nell'attesa
E a proposito di autunno: le nuove fragranze della collezione autunnale sono finalmente arrivate. Le sto testando in questi giorni sospesi, tra un momento di pausa e l'altro, ed è stato uno dei pochi motivi per cui, nonostante tutto, sono riuscita a sorridere davanti al bruciatore. Le troverete presto su Etsy, con tutte le storie che le accompagnano raccontate qui sul blog, come sempre.
Per ora vi lascio solo immaginare: qualcosa si sta preparando, lentamente, proprio come dovrebbe essere.
Ci si rivede in queste settimane, con calma.
Vicky

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